È stata approvata a maggio dello scorso anno la legge sul cyber-bullismo che dà un nome preciso ad un fenomeno in aumento. Più controlli sul web e il coinvolgimento delle scuole nel contrasto alle molestie online, sono questi i cardini della normativa che cerca di arginare quella che, insieme al bullismo, è ormai un’emergenza sociale. “Secondo i dati del rapporto 2016 del Censis – si legge sull’osservatorio cyber-bullismo di Repubblica.it – nel corso dell’anno subisce una qualche forma di abuso il 52,7% dei giovani d’età compresa tra gli 11 e i 17 anni. Una percentuale che sale quando scende l’età, attestandosi al 55,6% tra le femmine e al 53,3% tra i maschi nel caso degli 11-13enni”. Ma il dato forse più allarmante è quello legato alla reazione dei genitori: “Per l’80,7% dei dirigenti – si legge ancora – quando i loro figli sono coinvolti in episodi di bullismo, purtroppo i genitori tendono troppo spesso a minimizzare. Solo l’11,8% segnala atteggiamenti collaborativi da parte delle famiglie, attraverso la richiesta di un aiuto della scuola e degli insegnanti”.

Ma che cos’è il bullismo?

“Per bullismo – scrive il Telefono Azzurro nella pagina web dedicata – si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima”. A partire da questo, è importante ricordare che il bullismo non è uno scherzo, come alcuni erroneamente pensano, né un banale conflitto fra coetanei: “il conflitto, come può essere un litigio, è episodico, avviene in determinate circostanze e può accadere a chiunque, nell’ambito di una relazione paritaria tra i ragazzi coinvolti”.  Lo testimoniano le parole di una mamma che, per comprendere appieno cosa stava accadendo al figlio e, quindi, intervenire tempestivamente, ha chiesto l’intervento di un’agenzia investigativa.

Il racconto

“Decisivo è stato l’intervento dell’agenzia investigativa Argo 2001 New per risolvere il problema che da troppo tempo ormai affliggeva mio figlio Luca, di 15 anni, che frequenta il primo anno liceo scientifico. Vedevo Luca rinchiudersi sempre più in se stesso; pensavo si trattasse di una crisi adolescenziale ma i dubbi che potesse esserci qualcos’altro mi tormentavano. Così ho deciso di rivolgermi all’agenzia investigativa Argo 2001 New che, in poco tempo, ha fatto luce su quanto stava accadendo nella vita di Luca.

Mio figlio era stato oggetto di derisione da parte di alcuni bulli che non perdevano occasione per metterlo in mezzo e ferirlo con continui atteggiamenti denigratori, sia in classe sia all’uscita di scuola.Presa coscienza della situazione, mio marito e io andammo subito a parlare con il preside della scuola e, fortunatamente, da quel giorno, sono state prese tutte le misure necessarie per arginare il problema. Certo, se non ci fossimo avvalsi dell’aiuto di un investigatore privato, forse, mio figlio avrebbe avuto delle ripercussioni sulla sua personalità, in una fase delicata come quella dell’adolescenza. Per fortuna siamo interventi tempestivamente”.

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