Indagini Criminalistiche: Bloodstain Pattern Analysis
Le scene del crimine che presentano tracce di sangue contengono numerose informazioni di rilievo. La disposizione, le dimensioni, la forma e la localizzazione delle macchie ematiche possono fornire elementi fondamentali per la ricostruzione dell’evento criminoso.
Lo studio e l’analisi delle macchie di sangue è definito Bloodstain Pattern Analysis (B.P.A.). Si tratta di una disciplina scientifica che integra conoscenze di biologia, chimica, matematica e fisica per interpretare correttamente la dinamica dei fatti. Seguendo un piano di analisi rigoroso e metodologico, la B.P.A. consente di ottenere risultati estremamente precisi nell’ambito dell’investigazione scientifica.
Analisi delle macchie e ricostruzione dell’evento
Ogni macchia di sangue rinvenuta sulla scena del crimine racconta una storia. Attraverso l’analisi di laboratorio del materiale repertato è possibile determinare:
- se le macchie derivano da schizzi provocati da oggetti contundenti o da colpi d’arma da taglio o da fuoco;
- se si tratta di tracce secondarie (trascinamento) o passive (gocciolatura);
- se il trauma è stato causato da un’esplosione;
- se l’aggressore era mancino o destrimano;
- la posizione reciproca di reo e vittima durante il fatto.
Le tracce ematiche possono quindi confermare o smentire ipotesi investigative, nonché validare o contraddire testimonianze e ricostruzioni fornite durante le indagini. I consulenti dell’agenzia investigativa Argo operano con competenza e strumenti avanzati per l’analisi scientifica delle tracce di sangue, offrendo un contributo determinante alla comprensione della scena del crimine.
La Bloodstain Pattern Analysis in Italia
In Italia, il primo caso noto in cui è stata applicata la Bloodstain Pattern Analysis è l’omicidio del piccolo Samuele Lorenzi a Cogne. La grande quantità di tracce ematiche presenti rese necessario un approfondito studio della distribuzione e della morfologia del sangue, rendendo quel caso un punto di riferimento per l’applicazione della B.P.A. in ambito giudiziario.
Grazie alla sua scientificità e oggettività, la Bloodstain Pattern Analysis è oggi riconosciuta come una delle prove tecniche più affidabili all’interno del processo penale.
Riconoscimento giuridico
Con la sentenza n. 31456 del 21 maggio 2008 (caso Franzoni), la Corte di Cassazione ha precisato che la Blood Pattern Analysis non deve essere considerata una prova atipica, ma una tecnica di indagine assimilabile alla perizia. Pertanto, non è necessario che la sua ammissione sia preceduta dall’audizione delle parti ai sensi dell’art. 189 c.p.p.
Questo riconoscimento sancisce ufficialmente il valore probatorio della disciplina, collocandola tra le principali metodologie di indagine scientifica forense a disposizione della giustizia.