L’indirizzo web di un sito, un’email, un profilo Facebook, un semplice curriculum vitae possono diventare delle preziose miniere di notizie e dettagli informativi. In un mondo iperconnesso come quello dell’epoca dgitale, documenti, dati e informazioni sono sempre più facilmente a disposizione di chi, però, è in grado di raccoglierli ed elaborarli con precisi metodi e obiettivi di ricerca.

Si chiama OSINT – acronimo di Open Source INTelligence – e rappresenta uno dei processi di reperimento e analisi di informazioni più utilizzati. I contesti di applicazione sono i più svariati e vanno dai servizi segreti alle forze armate, passando il giornalismo d’inchiesta, ma rappresentano un prezioso strumento anche per il mondo delle investigazioni private, soprattutto per quelle realtà che ne hanno già compreso il potenziale.

“La migliore definizione dell’OSINT – si legge in un articolo di Nova – è sicuramente quella che la indica come prodotta dalle informazioni pubblicamente disponibili che sono raccolte, sfruttate e diffuse in modo tempestivo presso un pubblico appropriato allo scopo di soddisfare uno specifico requisito di intelligence. Quindi l’Open Source Intelligence non va confusa con la ricerca pura delle informazioni, poiché si distingue da essa proprio per l’obiettivo che intende perseguire: creare una specifica conoscenza per fornire un prezioso supporto per identificare le migliori decisioni da assumere”.

In sostanza, la cosiddetta intelligence delle fonti aperte cerca di dare una specifica risposta ad una altrettanto specifica domanda ricercando, incrociando, verificando ed elaborando tutte quelle informazione che sono liberamente accessibili, cioè che sono consultabili da chiunque ma non per questo da tutti ri-utilizzabili. E qui entra in gioco l’agenzia investigativa che con i suoi analisti OSINT è in grado di estrapolare le informazioni necessarie all’indagine da un magma multiforme – come può essere, ad esempio, il web – per renderle, poi, utilizzabili in ambito processuale.

Solo per fare qualche esempio, un’indagine OSINT può risultare fondamentale nei casi in cui sia utile la verifica dei profili personali di dipendenti, collaboratori, aspiranti collaboratori o, in generale, della web reputation di un soggetto ma anche per indagini di tipo commerciale in fatto di concorrenza sleale. L’analista OSINT utilizza appositi software per mappare le relazioni temporali, spaziali, digitali e social da identificare.

Un’indagine OSINT è quindi, in grado di rilevare molteplici aspetti utilizzando strumenti specifici e tecniche di indagine su dati aperti, senza violare la legge e la privacy:
– risalire alla persona associata ad un profilo o nick name;
– individuare nomi e società collegati a nomi di dominio;
– investigare siti web attraverso specifici strumenti;
– analizzare e tracciare profili personali e societari attraverso l’uso dei registri pubblici;
– ricostruire le relazioni con altri utenti e scoprire interconnessioni con soggetti terzi.

I singoli dati vengono poi messi in relazione reciproca per ottenere un quadro tridimensionale, che restituisca un’immagine il più completa possibile dell’entità/soggetto analizzato. “Pur non essendovi certezza in merito, si stima che fra il 50% e l’80% delle informazioni necessarie ai fini dell’intelligence siano già reperibili da fonti aperte – si legge sul sito EJ Consulting – Ciò implica che il metodo di lavoro, le capabilities tecniche e il costante aggiornamento professionale dell’analista OSINT sono ciò che fa la differenza”, anche e soprattutto nell’ambito dell’investigazione privata.

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